Differenza tra Pizza e Pinsa Romana: tutto quello che devi sapere

Differenza tra Pizza e Pinsa Romana: tutto quello che devi sapere

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Differenza tra Pizza e Pinsa Romana: tutto quello che devi sapere

Differenza tra Pizza e Pinsa Romana: tutto quello che devi sapere

Nonostante sia citata nell’Eneide (come il primo alimento consumato da Enea appena arrivato nei pressi di Roma), fino a tempi recenti la pinsa era conosciuta solo nella capitale e nei dintorni.

In pochi anni, forse inaspettatamente, questa gustosa preparazione è riuscita a conquistare il palato dei più golosi, tanto che oggi sono più di 5.000 le pinserie sparse in tutto il mondo.

Nata in tempi antichissimi, la pinsa può essere considerata un’antenata della pizza.

Tuttavia, vi basterà assaggiarla per rendervi conto della differenza che esiste con essa.

 

 

 

Differenza tra Pizza e Pinsa Romana: Pinsa Romana, origini ed evoluzione

Oltre ad essere più gustosa della pizza, la pinsa regala esteticamente la classica “rotondità”, presentandosi con una forma ovale.

Questa scelta è legata alle sue origini, risalenti all’epoca dell’Impero Romano.

A quei tempi la pinsa veniva usata come “vassoio”, e su di essa venivano adagiate alcune preparazioni culinarie piuttosto succose, principalmente carni in umido.

L’impasto, infatti, cotto su pietra, era eccessivamente secco da mangiare da solo.

È stato l’incontro con la tradizione culinaria contadina a dare un nuovo significato al termine pinsa.

Rispetto al classico impasto per pizza, quello della pinsa fornisce una diversa quantità di acqua, e una minore percentuale di lievito. Il risultato è una preparazione più digeribile e meno calorica.

 

 

Pinsa Romana: un processo di produzione e impasto unico

La lunga lievitazione (minimo 48 ore) e l’elevata idratazione dell’impasto (80% di acqua), il mix di farine, la presenza di lievito madre, l’assenza di grassi animali e l’utilizzo di una quantità limitata di olio.

L’impasto, inoltre, viene lavorato in modo completamente diverso da quello della pizza, dando vita ad un prodotto che ha uno dei suoi punti di forza nella sua unicità.

La morbidezza dell’interno della pinsa è principalmente il risultato della farina di riso.

Quest’ultimo ha il compito di “fissare” l’acqua versata nell’impasto durante la cottura.

La Pinsa Romana® è fatta con un mix di farine ipocaloriche e ipolipidiche a massima digeribilità, e fortemente idratata.
Tale mix è a base di frumento, farina di riso, farina di soia e pasta madre.
Il segreto di una buona pinsa è quello di avere un mix di base equilibrato fatto con materie prime di eccellenza; il secondo è quello di saper manipolare l’impasto.
La pinsa oggi è diventata una Pizza da piatto e quindi da poter consumare tranquillamente al ristorante.
La Pinsa Romana® è un prodotto fragrante, morbido dentro e allo stesso tempo croccante.
La Pinsa Romana® è caratterizzata da due parti; la prima è il mix di farine e la seconda è l’arte del pinsaiolo che con la sua fantasia può realizzare pinse meravigliose.

Pinsa Romana Ricetta: tutto inizia con la scelta delle farine

COME NASCE LA PINSA ROMANA®

Il mix di farine usate per la Pinsa Romana® è nato da un’antica famiglia di panificatori romani: i Lambertucci.
Nei primi anni ’70 Corrado Di Marco (nipote di Lambertucci) ha incominciato a focalizzarsi sul mondo della pizzeria.
Inizialemnte la pizza non era un prodotto altamente digeribile ed a lunga lievitazione, bensì il contrario.
La fortuna di Corrado Di Marco è stata conoscere sua moglie (dietista) e dar vita insieme al primo brand Pizza Snella® nel 1981 col quale si sono fatti conoscere nel mondo.
La ricetta del mix di farine per la Pinsa Romana® è stata insegnata a Corrado Di Marco dal nonno fornaio Lambertucci nella guerra del 1915-18.

 

Ma cosa avrete bisogno di acquistare per preparare in casa questa deliziosa ricetta?

La Pinsa Romana® è un prodotto che non è possibile imitarlo ma con i passaggi giusti è le farine giuste si può ottenere un buon risultato anche a casa. innanzitutto bisogna cercare delle farine di qualità ma soprattutto che abbiano sapore.

anche non avendo il lievito naturale con il lievito di birra potrete ottenere un buon risultato. le dosi per circa 7 pinse sono:

  • 900gr di farina di media forza 
  • 50gr di farina di soia bianca 
  • 50gr di farina di riso 
  • 800gr di acqua fredda 
  • 2gr di lievito di birra fresco 
  • 20gr di sale fino 
  • 20gr di olio extravergine di oliva 

 

Le dosi del mix di farina sono segretissime infatti nessuno sa le grammature precise quindi questi dati garantiscono un risultato ottimo ma non assolutamente uguale.

 

 

 

Differenza tra Pizza e Pinsa Romana: Preparazione della Pinsa Romana

Iniziare versando le farine in una ciotola e mescolarle molto bene dopodiché aggiungere il lievito e 600gr di acqua e iniziare ad impastare per 10 minuti a mano o con un’impastatrice

Una volta formata una palla liscia aggiungere il sale a pioggia e 100gr di acqua ed impastare fino al completo assorbimento sia dell’acqua che del sale, una volta assorbiti gli ingredienti aggiungere l’olio a filo e impastare fino a completo assorbimento uguale anche per l’acqua rimanente. una volta finito l’impasto risulterà molto appiccicoso e difficile da manipolare.

A questo punto coprirlo con un coperchio ermetico e mettere in frigorifero e fare lievitare per almeno 24 ore. una volta finita la lievitazione estrarre l’impasto dalla bacinella e formare dei panetti da 250gr dopodichè fare lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio.

A questo punto non vi resta che preriscaldare il forno alla massima temperatura stendere l’impasto  su una teglia facendo molta attenzione a non romperlo essendo molto delicato, condire a piacimento è cuocere per circa 10 minuti con questa ricetta otterrete una buona pizza ma non di certo  la pinsa romana certificata.

 

 

 

Consigli per condire la Pinsa Romana

Quale pomodoro è ideale per la buona riuscita del prodotto? Se parliamo di salsa di pomodoro è ideale utilizzare una salsa di pomodoro non troppo fine ma con ancora i pezzetti della polpa ben visibili, per una buona riuscita del prodotto è una digeribilità ottimale della salsa di pomodoro è opportuno cuocerla per almeno 45 minuti a fuoco medio basso in modo tale che il licopene presente nel pomodoro venga estratto, così facendo il pomodoro sarà molto più digeribile. ti elenco le dosi per la ricetta della salsa pomodoro classica.

Un litro di passata di pomodoro a pezzetti,

1 spicchio d’aglio in camicia,

10 grammi di olio extravergine di oliva

e infine 10 foglie di basilico.

Procedimento: inserire l’olio extravergine di oliva in una padella capiente far soffriggere l’aglio in camicia con ancora la pelle dell’aglio attaccata, una volta soffritto l’aglio inserire la passata di pomodoro, ancora a fuoco vivo far arrivare ad ebollizione, una volta arrivata ad ebollizione mettere a fuoco medio basso e far cuocere per 45 minuti. una volta pronta inserire le foglie di basilico spezzettate a mano e far riposare fino a completo raffreddamento.

Per una buona riuscita del prodotto la quantità di pomodoro da usare si aggira intorno ai 80/100 grammi consiglio di non esagerare con il pomodoro, perché potrebbe compromettere la cottura della pizza rendendola molle.

Invece se vogliamo utilizzare un pomodoro a crudo cioè dopo cottura della base all’uscita dal forno, consiglio un pomodoro Pachino o ciliegino che sia ben maturo tagliato semplicemente a due o a quattro parti in base alla misura del pomodorino.

Il pomodorino una volta tagliato deve essere adagiato sulla base pizza possibilmente non direttamente a contatto con essa, per evitare che il pomodorino si riscaldi e perda i suoi liquidi andando a bagnare la base pinsa.

Quale mozzarella utilizzare? E come utilizzarla? In questo breve tutorial ti spiegherò la mozzarella ideale da utilizzare per una buona riuscita del prodotto.

Innanzitutto una buona mozzarella deve contenere Come ingredienti soltanto latte, caglio, sale. Se contiene altri ingredienti come l’acido citrico vuol dire che la mozzarella ha subito un processo di fermentazione accelerato quindi sarà un prodotto scarso di sapore. La mozzarella ideale da utilizzare deve essere povera di siero quindi utilizzare ad esempio Una provola ho del caciocavallo valida alternativa la treccia, che quando i Casari vanno a lavorarla avendo una forma particolare tendono a strizzarla un po’. Se invece gli ingredienti a disposizione sono una semplice mozzarella commerciale consiglio di tagliarla precedentemente a listarelle da circa un centimetro e metterle in uno scolapasta per circa un’ora. Se invece usiamo una mozzarella indicata come spiegato precedentemente Si può tagliare direttamente a listarelle da circa un centimetro eh utilizzarle al momento.

È importante la scelta della mozzarella giusta In modo tale da ottenere un risultato croccante e non umido Il principale problema della mozzarella comune è quello di contenere molto siero quindi in cottura la mozzarella sciogliendosi rilascia questo siero che va a impregnare la pizza rendendola molle. Se invece utilizziamo una mozzarella di bufala consiglio di tagliarla prima a listarelle e farla scolare come con la mozzarella commerciale. Se invece vogliamo utilizzare la mozzarella a crudo cioè dopo cottura della base pizza consigliamo di tagliarla più spessa e di far raffreddare la base 30/40 secondi prima di adagiarla sulla pizza. Spero che con questi consigli sarei riuscito a ottenere un prodotto perfetto.

 

 

Giorgio Toscano Maestro Pinsaiolo

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